6 Sett. Pebbly Beach

By provolino

Pensavamo di non riuscire a prendere sonno, la strada che porta a Camberra di notte e’ molto trafficata, viene percorsa ininterrottamente da camion enormi e ruomorosi. Invece abbiamo dormito come ghiri. Il mattino, fresco come al solito, ma tonificante. Vado al bar e prendo due caffe’ e due muffin al cioccolato. Per preparare il caffe’ ho creato il panico perche’ inizialmente pensavo che me lo servissero direttamente loro. Invece la tizia del bar mi ha dato solo i bicchieri vuoti e pensavo che me lo stesse preparando. Poi ho preso la roba e sono tornato al camper, quando mi sono accorto di aver preso i bicchieri vuoti. Sono tornato da lei per dirle che i caffe’ non c’erano, e lei mi guarda con la testa di traverso come a dire che non avevo capito un cazzo. Infatti dentro i bicchieri c’erano le bustine per farselo da soli. L’acqua calda l’avrei dovuta prendere dove avevo preso lo zucchero. Ma anche per prepararlo e’ stata un’odissea. Un camionista, vedendomi in difficolta’, si alza e me lo prepara direttamente, umiliandomi definitivamente. Poi mi chiede da dove vengo, e quando gli dico che sono italiano mi fa:” ahhh! italiano… Macchiatoooo!”
Ripartiamo, dobbiamo percorrere altri 500 chilometri. Il viaggio e’ stato tranquillo, il paesaggio fantastico, splendide colline verdi, boschi, laghetti, tanti animali al pascolo e molti altri, purtroppo, morti sulla strada investiti dalle automobili. Tanti canguri, uccelli e animali di altro genere. La nostra meta per oggi e’ Pebbly Beach, una spiaggia dove ci vivono canguri e pappagalli (un po bastardelli).
Quindi per arrivarci passiamo per Camberra, la capitale. A circa 30 chilometri dalla costa percorriamo uno dei tratti di strada piu’ spettacolari che abbia mai visto e fatto. Una discesa ripidissima, in mezzo alla foresta, con tornanti stretti, varianti con curve paraboliche. Qui ho (le prime le avevo viste in Austria) le rampe di emergenza, ovvero, delle strade laterali che vanno in salita per permettere ai camion in difficolta’ di rallentare. Per un attimo, devo dire la verita’, ho stretto le chiappe.
Siamo poi arrivati a Pebbly Beach. Anche qui foresta, rigogliosa e ricca di fauna. Lasciato il camper nel parcheggio del rifugio che ci avrebbe accolti per la notte, ci siamo fiondati subito in spiaggia. Il luogo e’ fantastico, una spiaggia bellissima e intorno alberi che sembrano spingerti in mare. Ma dei canguri nessuna traccia. Decidiamo quindi di andare a pagare il costo di una notte, andando verso la casa del proprietario, se cosi’ si puo’ dire. E qui la meraviglia davanti ai nostri occhi. Il proprietario che armeggia con il tubo dell’acqua, ci guarda e ci fa cenno di raggiungerlo. Intorno a lui decine di pappagalli coloratissimi, sul prato una dozzina, o forse piu’, tra Kangaroo e Wallabi, felici e beati a sgranocchiare della verdura. Un’immagine fantastica che rimarra’ stampata nella nostra mente per parecchio tempo.
Prima di cena ho avuto la brillante idea di farmi la doccia all’aperto. Niente acqua calda. Ero indeciso se continuare o tornarmene al camper. Ma alla fine ho deciso, ho stretto i denti e l’ho fatta. Maro’, era piu’ fredda dell’acqua fredda, piu’ fredda del ferro freddo. Ma una volta uscito ero tornato come nuovo, rinvigorito, quasi ringiovanito. Di certo non lo farei una seconda volta.
Questa notte dormiremo qui, domani mattina molto probabilmente avremo un secondo appuntamento con questi simpatici animali.

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